Dune in spiaggia: perché non attraversarle e come riconoscere i varchi

La spiaggia è oltre una striscia di sabbia rialzata. Davanti a te c’è un sentiero di impronte che sembra portare dritto al mare; poco più in là, una passerella fa un giro più lungo. La scelta affidabile è la passerella. Una traccia tra le dune non è necessariamente un varco di accesso: può essere proprio il segno del passaggio che sta consumando la vegetazione e aprendo la sabbia al vento.
Perché una duna non è solo sabbia da attraversare
Le dune costiere fanno parte del sistema della spiaggia. Il vento sposta la sabbia; le piante capaci di vivere in questo ambiente ne intercettano una parte e contribuiscono a trattenere il rilievo. La vegetazione non è una decorazione sulla superficie: radici e fusti partecipano alla stabilità della duna, mentre tra spiaggia, duna e retrostante territorio si sviluppano habitat diversi.
Il problema del passaggio a piedi non è soltanto l’impronta lasciata quel giorno. Se molte persone seguono la stessa scorciatoia, la copertura vegetale può interrompersi e il tracciato può diventare una linea lungo cui il vento asporta più facilmente la sabbia. Per questo le passerelle concentrano l’attraversamento in un punto predisposto, invece di lasciare che si moltiplichino percorsi spontanei. Una duna può apparire ampia e robusta, ma la sua superficie cambia: l’assenza di piante nel tratto che hai davanti non dimostra che sia un accesso utilizzabile.
Il varco riconoscibile non è il punto in cui passano tutti
Per trovare l’ingresso alla spiaggia, cerca prima gli elementi che indicano un percorso organizzato: una passerella, un sentiero delimitato, cartelli di accesso o indicazioni collocate all’imbocco e, soprattutto, un tracciato continuo fino alla sabbia della spiaggia. Osserva anche dove conduce al ritorno: un accesso riconoscibile collega due lati della duna senza richiedere di scavalcare una staccionata o di uscire dal percorso.
Le tracce più ambigue richiedono la decisione opposta. Un taglio fra i cespugli, una lingua di sabbia nuda che sale sul fianco della duna o un’apertura nella recinzione non diventano varchi solo perché sono frequentati. Anche un passaggio largo può essere stato chiuso per permettere alla vegetazione di riprendersi. Se trovi corde, staccionate, cartelli di divieto o indicazioni di ripristino, non oltrepassarli e non aggirarli lateralmente.
- C’è una passerella o un percorso indicato? Seguilo per tutta la sua lunghezza, anche se curva e la spiaggia sembra vicina.
- C’è soltanto una traccia di impronte? Non usarla come prova di accesso: torna verso l’ingresso segnalato.
- Il percorso appare interrotto o chiuso? Cerca un altro accesso; non completarlo passando sulla vegetazione.
- Non riesci a individuare alcun varco? Non aprirne uno. Raggiungi la spiaggia da un punto d’accesso chiaramente riconoscibile, anche se significa tornare indietro.
Le modalità di accesso possono variare da una spiaggia all’altra. Per questo contano le indicazioni presenti sul posto più di una regola basata sull’aspetto del terreno: un sentiero sabbioso può essere previsto in un tratto e una traccia molto simile può essere esclusa in un altro.
Arrivare, sostare e ripartire senza creare scorciatoie
Una volta raggiunta la spiaggia, resta dalla parte del mare rispetto al piede della duna quando cammini lungo il litorale, salvo diverse indicazioni locali. Non usare il pendio per accorciare il percorso verso un ombrellone, cercare un punto panoramico o sistemare teli e borse al riparo dal vento. Sono piccoli spostamenti che, ripetuti, possono trasformarsi in nuovi passaggi.
La stessa attenzione serve al ritorno. Dalla battigia gli accessi possono sembrare meno evidenti: prima di allontanarti dalla passerella, nota un riferimento riconoscibile al suo sbocco sulla spiaggia. Se ti accorgi di averla superata, cammina lungo la spiaggia per ritrovarla anziché risalire il primo tratto di sabbia libera. Con bambini o attrezzatura ingombrante, conviene decidere l’accesso prima di dirigersi verso il mare: quando il percorso scelto è scomodo, la tentazione di tagliare attraverso la duna aumenta.
Osservare le dune restando fuori dalla vegetazione
Non occorre salire sulla duna per leggere il paesaggio. Dalla spiaggia o da un punto di osservazione lungo un percorso consentito puoi guardare dove la sabbia comincia ad accumularsi attorno alle piante, come cambia la densità della vegetazione allontanandosi dal mare e dove compaiono zone di sabbia scoperta. Sono dettagli più interessanti di una fotografia scattata dalla sommità, e non richiedono di cercare un appoggio fra le piante.
Per fotografare un fiore, una traccia sulla sabbia o il profilo del cordone dunale, usa la distanza e cambia inquadratura dal percorso, senza entrare nella vegetazione per avvicinarti. Se un punto panoramico è predisposto, resta sulla sua superficie. La sabbia può coprire in parte una passerella: non è un motivo per camminarle accanto, dove il passaggio finirebbe per allargare il tracciato. Quando il percorso non è chiaramente percorribile, la soluzione è cercare un altro accesso, non improvvisare il tratto mancante.
Fonti
Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

